Massimo Corposanto a cura di Massimo Corposanto

...vado al Massimo

Progettare, vivere e ricordare i viaggi in moto

Massimo ci offre questa rubrica, un contenitore per i suoi viaggi, conditi dal suo modo di pensarli, progettarli e viverli e completati dagli strumenti che usa per la pianificazione, dalla fantasia alle mappe.

Il Primo Giro in Solitaria: Un Battesimo Alpino (Maggio 2022)

01/10/2025

Il maggio 2022 ha segnato un punto di svolta: il primo vero viaggio in solitaria. Quello che doveva essere un'avventura in due alla scoperta del leggendario Grossglockner si è trasformato, all'ultimo minuto, in un battesimo solitario a causa di un inconveniente meccanico sulla moto di mio cugino Beniamino. Nonostante il meteo incerto, la preparazione era completa, le ferie prese, e la decisione è stata presa: si parte da soli, per la prima volta seriamente all’estero.


Giorno 1: Dalla Partenza all'Austria, Tra Imprevisti e Curve

Il viaggio inizia ufficialmente venerdì 13 maggio. Sveglia antelucana alle 4:00 e via, in direzione nord. La mattinata è un inno alle strade venete: l'attraversamento della zona di Valdobbiadene è un piacere, culminato con la salita mozzafiato sulla "strada dei 100 giorni" per il Passo San Boldo. Seguendo il corso del Piave fino a Lozzo di Cadore, il navigatore mi guida verso l'Austria.

Qui arriva il primo imprevisto "serio": il Passo del Pramollo è chiuso. Un cartello eloquente, ma l'avventura chiama. Aggirando la barriera, mi trovo in un cantiere, costretto a negoziare il passaggio tra operai stralunati e mezzi movimento terra. Dopo un altro “sorpasso” di recinzione, sono in Austria. La discesa, su una strada deserta perché chiusa, è un'esperienza surreale e completamente solitaria.

Proseguo verso est per la suggestiva Strada alpina Nockalmstraße, un pedaggio ben speso per curve e panorami spettacolari. Ma la meta clou mi aspetta: il Grossglockner. Dopo aver raggiunto Winklern, imbocco la strada 107. Pagato il casello, mi immergo in un paradiso di tornanti e viste alpine. Non può mancare la deviazione al Kaiser-Franz-Josefs-Höhe per ammirare da vicino l'imponenza del massiccio. L'attraversamento del tunnel segna un cambio drastico: lascio la Carinzia e la sua variabilità per trovarmi in Salisburgo, sotto una pioggia battente. Incerata e via, salgo all'Edelweißspitze per un panorama… interamente immerso nella nebbia. La sera trovo rifugio a Zell am See in un cubicolo 3x2, tipico alloggio spartano per motociclisti itineranti.


Giorno 2: La Via Alpina Tedesca e il Labirinto del Tirolo

Sabato, la sveglia è ancora più precoce, alle 5:00, e sotto il diluvio. Impermeabile e tenuta stagna, punto a est per risalire la A10 ed entrare in Germania. Il tempo concede una tregua e il cielo si apre mentre imbocco la celebre German Alpine Road. Una strada piacevole, collinare, quasi un Chianti teutonico.

Dopo una sosta per il pranzo sul Kochelsee e l'attraversamento del Kesselberg, rientro in Austria, affrontando il Passo Seefelder Sattel e lo splendido Kühtaisattel. In anticipo sulla tabella di marcia, decido di improvvisare un vero "zig zag" tirolese: Holzleitensattel, Fernpass, Gaichtpass, Hahntennjoch. L'incontro più memorabile è con la Polizei per un controllo sul rumore: un momento di tensione che si scioglie in un inatteso selfie con l'agente.

Il rientro in Italia si rivela un'odissea: la strada da Landeck è chiusa per lavori, ma il navigatore insiste. Un'ora bloccato in un labirinto di cantieri, ma alla fine riesco a raggiungere il tunnel. La ricompensa è la foto di rito al campanile sommerso nel lago di Curon Venosta, prima di raggiungere la mia cameretta cubicolo a Malles.


Giorno 3: La Bellezza Innevata dei Passi e il Ritorno a Casa

L'ultima giornata, domenica, si preannuncia gloriosa. Alle 6:00 sono in sella con il sole che sorge. Lo Stelvio è ancora chiuso per neve, quindi deviazione in Svizzera per il Passo del Forno, e il ritorno in Italia tramite lo spettacolare Passo del Bernina. Il panorama è indescrivibile: neve ovunque e il Lago Bianco ancora ghiacciato. Sono costretto a fermarmi in continuazione per immortalare tanta bellezza.

Il rientro è segnato da un'ultima, faticosa deviazione: il Mortirolo. La strada stretta, i tornanti a gomito, la moto messa alla prova, ma la soddisfazione è immensa. Dopo una breve pausa pranzo al Passo del Tonale e l'attraversamento del Passo Campo Carlo Magno, punto all'A22. Il viaggio si conclude prima di cena, la stanchezza superata dalla felicità: il primo viaggio serio all’estero in solitaria è stato un successo, un'indimenticabile lezione di autonomia e bellezza alpina.


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La mappa

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